Ci sono cose importantissime che andranno perdute, nel mio piccolo le dissolute ortensie lasciate morire d’inedia sul balcone le avventatezze da more in media rimaste insolute, esacerbate ah le calzette spaiate, variegate a seguire sulle grandinate l’interminata pioggerella di pensieri mai pensati ma che avrebbe voluti anche subaffittati, le volubili fermezze, le indecisioni prese a maggioranza la pietanza pelosa che non sazia l’orgogliosa pulzella (uh se la bella rista altrove la mia lingua si muore) se ci pensi che mestizia di noi non resta traccia come piantine sotto la mia doccia. Non sono più di moda i titoli di coda?