Stamattina ho sognato che un cane azzannava un piccione, non per cattiveria suppongo, per distrazione quel fragore d'ali intorno al capo l'aveva infastidito. Quello, piombato sul selciato, correva intorno, agitava il moncherino poi tra l'erba di un verde feroce col becco ne strappava pezzetti, ossa lo sguardo impassibile a un dolore che supponevi dai gesti. L'ala piumata giaceva tutta aperta, vicina.
Passando stamattina il rosa dei peschi in fiore era un errore sotto la ferraglia disattenta.